Contratti a tempo determinato ed esercizio del diritto di precedenza





Buongiorno, ho iniziato a lavorare in azienda il 12/12/2015 con un contratto a tempo determinato fino al 12/03/16 ai sensi del Dgls 368/2001 cosi come modificato dalla Legge 78/2014. Lo stesso è stato prorogato dal 13/03/2016 al 11/06/2016. Lo stesso ancora prorogato al 09/09/2016. Lo stesso ancora prorogato al 15/12/2016. Lo stesso ancora prorogato al 08/01/2017. Lo stesso ancora prorogato al 03/05/2017. E' seguito un nuovo contratto dal 14/06/2017 al 05/08/2017, questa volta però la normativa a cui fa riferimento è la Dlgs 81/2015. E' seguito un nuovo contratto dal 20/08/2017 al 10/12/2017, sempre con riferimento alla stessa normativa. Riassumendo: CONTRATTO: 12/12/2016 - 12/03/2016 PROROGA: 13/03/2016 - 11/06/2016 PROROGA: 12/06/2016 - 09/09/2016 PROROGA: 10/09/2016 - 15/12/2016 PROROGA: 16/12/2016 - 08/01/2017 PROROGA: 09/01/2016 - 03/05/2017 CONTRATTO: 14/06/2017 - 05/08/2017 CONTRATTO: 20/08/2017 - 10/12/2017
Gli ultimi due contratti fanno riferimento all' art. 24 del Dgls 81/2015.

Le mie domande sono:
1) Visto il riferimento sul contratto dell'articolo 24, si deve comunque comunicare all' azienda la volontà di voler esercitare il diritto di precedenza prima della scadenza del contratto, o si può impugnare in caso possibile anche dopo?

 

RISPOSTA



Premetto che si applica a tutti questi contratti a termine, il dlgs. 81 del 2015, entrato in vigore nel mese di giugno 2015; questo a prescindere dall'indicazione nel contratto di una normativa anziché di un'altra.

La volontà di esercitare il diritto di precedenza deve essere comunicata al datore di lavoro nei sei mesi successivi alla scadenza del contratto a termine.
Il diritto di precedenza riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell'anno successivo alla cessazione del contratto a termine, per l'espletamento delle mansioni già espletate in precedenza con contratto a tempo determinato di durata superiore a sei mesi.

Facciamo alcun i esempi:

A) il datore di lavoro, entro i sei mesi successivi alla cessazione del contratto a termine, decide di procedere all'assunzione a tempo indeterminato (contratto a tutele crescenti), per le medesime mansioni per cui il dipendente ha lavorato a tempo determinato. Il datore di lavoro è obbligato a contattarti, anche se tu non hai ancora manifestato per iscritto la “volontà di esercitare il diritto di precedenza”, ai sensi del comma 4 dell'articolo 24 del decreto legislativo 81 del 2015.

B) Sono trascorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a termine, ma il dipendente non ha espresso la volontà ex art. 24 comma 4. Il datore di lavoro non sarà tenuto né a contattarlo né ad assumerlo a tempo indeterminato.

C) Il dipendente ha comunicato per iscritto al datore di lavoro, la volontà di esercitare il diritto di precedenza in caso di assunzioni a tempo indeterminato ex art. 24 comma 4, entro il predetto termine semestrale dalla cessazione del rapporto di lavoro, ma è ormai trascorso più di un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro a termine. Il datore di lavoro non sarà tenuto né a contattarlo né ad assumerlo a tempo indeterminato.



2) Vista l’imminente scadenza, cosa posso fare nel caso l’azienda mi proponga una proroga e non un nuovo contratto? Grazie.

 

RISPOSTA



Accettare la proroga per poi agire in giudizio nei confronti dell'azienda, con ricorso al tribunale del lavoro, al fine di ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, a tutele crescenti. Il numero massimo di proroghe è infatti pari a cinque nell'arco di trentasei mesi, ai sensi dell'articolo 21 del D.lgs. 81 del 2015 (a prescindere dal numero dei contratti !!!).

Art. 21. Proroghe e rinnovi
1. Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a trentasei mesi, e, comunque, per un massimo di cinque volte nell'arco di trentasei mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della sesta proroga.

Il datore di lavoro, al momento della stipula del nuovo contratto del 14 giugno 2017, ha rispettato il termine di vacanza di 20 giorni di cui al comma 2 dell'articolo 21 del d.lgs. 81 del 2015:

2. Qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato.

Stesso discorso anche per il nuovo contratto del 20 agosto 2017.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: