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Messaggi su WhatsApp tra cliente e prostituta, convocazione come persona informata dei fatti presso carabinieri o polizia di Stato





Salve, qualche giorno fa sono stato a casa di una prostituta. Credo fosse tutto regolare, ma leggendo sul web, mi hanno assalito diversi dubbi, tra cui uno che vorrei sottoporvi: nel caso ci fossero reati in corso, nonostante non abbia ravvisato nulla in tal senso, che probabilità c'è che io possa essere convocato come persona informata sui fatti?

RISPOSTA

Certamente sì.
Per carità, se la prostituta era maggiorenne non hai commesso nessun reato, tuttavia dove ci sono prostitute, spesso c'è anche consumo di droga oppure è presente in casa anche colui che le sfrutta oppure che fa estorsione nei confronti dei clienti “felicemente” sposati … inviando al coniuge, foto e video del rapporto sessuale consumato con la "sua" prostituta!
Potrebbe partire un indagine per questi reati collaterali alla prostituzione in sé, ed il cliente potrebbe essere ascoltato come persona informata dei fatti.
Esempi di domande: una volta entrato in casa, ti è stata offerta droga?
Hai visto la presenza di altre persone in casa?
Sei stato contattato da altre persone telefonicamente, dopo avere consumato il rapporto sessuale?



Nessuna forza dell'ordine mi ha fermato.

RISPOSTA

Con le moderne tecnologie d'indagine, la polizia non ferma più nessuno all'uscita della casa della prostituta.
Intercettano il numero di cellulare della prostituta (immagino un numero di cellulare facilmente reperibile sul web …) e tramite queste intercettazioni risalgono a tutti i numeri di telefono dei suoi clienti per convocarli in caserma come persone informate dei fatti!



Il contatto è avvenuto tramite messaggi su WhatsApp (e sicuramente non ce ne saranno altri).

RISPOSTA

Non c'è bisogno di fermare ed identificare il cliente fuori dall'appartamento dove lavora la prostituta, è sufficiente intercettare questi messaggi per procedere con le indagini penali!



Chiedo perché, non abitando solo, gradirei evitare di ricevere comunicazioni che possano allarmare chi abita con me.
Grazie!

RISPOSTA

Le comunicazioni arrivano in plico chiuso e sigillato e vengono consegnate all'interessato dai carabinieri o dalla polizia.
Quand'anche la tua compagna oppure i tuoi figli aprissero il plico, troverebbero semplicemente una convocazione al fine di essere ascoltato come persona informata dei fatti, ai sensi dell'articolo 351 del codice di procedura penale, nell'ambito del procedimento penale numero xx aperto in data xx/xx/xxxx, a seguito di delega alle indagini preliminari del sostituto procuratore (magistrato) dott. Xxxxxx.
Non si tratta di una comunicazione della serie “Gentile cliente della prostituta che lavora in via __________ presso …, vorremmo rivolgere le seguenti domande ...”.
Racconterai che non ne sai assolutamente nulla e dopo che sarai stato ascoltato in caserma dai carabinieri (oppure dalla polizia di Stato), dirai ai tuoi familiari che si trattava di una querela per diffamazione che un collega aveva presentato nei confronti del tuo capo ufficio ...”
Ti confermo che in ogni caso, non si tratterà di comunicazioni "allarmanti".
Se ti dovessero ascoltare successivamente come testimone nel processo penale?
Tranne che la tua compagna sia il cancelliere del tribunale penale oppure un avvocato penalista, non vedo come possa venire a conoscenza di questa udienza e della tua testimonianza …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

consulenzalegalegratis.it pubblica centinaia di consulenze legali e articoli di approfondimento

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