Reati commessi al termine di una relazione affettiva





Buonasera,
premetto che la situazione risulta un pò complicata e non ho idea di dove si andrà a parare, in ogni caso i fatti sono questi: Il mio fidanzato ha avuto una "relazione" con una donna più vecchia di lui, molto ricca e molto generosa. Questa storia è durata circa due anni e mezzo e in questo periodo di tempo la signora ha aiutato finanziariamente il ragazzo in difficoltà, innamorandosi di lui e facendogli anche molti regali. Ogni volta che lui parlava di qualcosa, lei gliela faceva avere e ogni problema lei lo risolveva.
Dopo 6 mesi ha conosciuto me e ha continuato parallelamente questa storia anche se non più a livello fisico, fino a chiedere un totale distacco alla fine di dicembre per l'inizio della nostra convivenza. Io sono venuta a conoscenza dell'intera vicenda pochi giorni fa, quando lei, dopo aver messo un investigatore privato al nostro seguito, ha scoperto della mia esistenza in quanto fidanzata ufficiale.
Da quel momento ha fatto di tutto per contattarmi (riuscendoci), infangando il mio fidanzato con le parole peggiori del mondo, dicendomi che lei rivuole tutti i regali fatti e che vuole denunciarlo per plagio (?)! In seguito ha scritto via mail minacce sul genere "so dove abiti" "so dove abitano i tuoi", "ti faccio scrivere dall'avvocato", "vado dai carabinieri (a fare che?).
Ora io sono molto impaurita per le reazioni di questa donna e oltretutto ogni oggetto che lei ha regalato a lui, presa dalla rabbia l'ho gettato via facendolo prima in mille pezzi!!!
orrei sapere come tutelarci e quali azioni può promuovere la signora contro di lui (noi)?
Un cordiale saluto,

RISPOSTA

Innanzitutto ti invito a restare serena; non permettere a questa vecchia signora di rovinare il tuo rapporto con il tuo attuale fidanzato.

Vorrei fare delle premesse: il tuo fidanzato non è obbligato a restituire i regali alla sua ex partner. Il tuo fidanzato non ha commesso nessun reato, né potrebbe commettere reati, laddove dovesse decidere di non restituire i regali ricevuti.

La vecchia signora vorrebbe andare dai Carabinieri: a dire cosa poi, le storie d'amore hanno un inizio ed una fine … è la vita!!! vorrebbe denunciarlo per plagio??? La signora era maggiorenne ed era perfettamente capace di intendere e di volere, non è stata interdetta, né inabilitata dal tribunale. Ha fatto dei regali perché era innamorata del suo partner, ma adesso la storia è terminata e deve farsene una ragione.

Quali strumenti giuridico adottare per tutelarvi???
Dovete andare dai carabinieri o dalla polizia, per sporgere querela, nei confronti della vecchia signora, per diffamazione, ingiuria, minacce, stalking (avrai sicuramente sentito parlare in TV del nuovo reato di stalking).

Leggiamo gli articoli del codice penale, relativi ai suddetti reati.

Art. 595 del codice penale. Diffamazione.
Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516. Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.


Art. 612 del codice penale. Minaccia
Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 51.
Se la minaccia è grave o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.

Art. 612 bis del codice penale. Atti persecutori. Stalking.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia di ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’art. 3 legge 5/2/1992, n.104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere di ufficio.


Lo stalking, definito anche “sindrome del molestatore assillante”, consiste in un insieme di comportamenti anomali e fastidiosi verso una persona, oppure da comportamenti volti a controllare la propria vittima (per esempio: pedinamenti, appostamenti, aggressioni). Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento penale, con il decreto legge del 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito in Legge 23 aprile 2009, n. 38), che ha introdotto all’art. 612 bis c.p. il reato di “atti persecutori”, espressione con cui si è tradotto il termine di origine anglosassone to stalk, (letteralmente “fare la posta”), con il quale si vuol far riferimento a quelle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona.

I Carabinieri o la polizia devono essere messi al corrente della vicenda; quando la polizia giudiziaria notificherà alla signora, la vostra querela, facendo presente alla stessa, i rischi che corre (un processo penale a suo carico, la reclusione, la condanna al risarcimento dei danni morali), sono sicuro che la vecchia signora verrà in ginocchio, a pregarvi di ritirare la querela.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: