Testatore stipula polizza a favore della badante, soggetti legittimati a richiedere la quota di legittima.





salve,sono una signora di 41 anni che lavora come badante presso una benestante signora che,in assenza di eredi diretti ha deciso di lasciare con testamento, tutti i suoi beni mobili ed immobili alle due collaboratrici dello studio notarile che fu del suo defunto marito notaio; ha deciso inoltre,per evitare di lasciarmi senza reddito alcuno alla sua morte di stipulare con una banca una polizza assicurativa che mi garantisca un reddito minimo garantito, in caso di morte della signora. Io vorrei sapere se in caso di morte della stessa,gli eredi possano intralciare o impedire la riscossione di tale polizza, impugnandola come fosse un testamento dato che anche se non sono discendenti diretti sono gli unici beneficiari del testamento. GRAZIE IN ANTICIPO



RISPOSTA



Le due collaboratrici dello studio legale sono eredi testamentari ma non sono legittimari, ai sensi dell'articolo 536 del codice civile.
Gli unici soggetti che hanno diritto alla quota di legittima, calcolata sull'asse ereditario, sono i figli, il coniuge ed i genitori (sempre che i genitori sopravvivano alla morte del loro figlio … rarissimo !).

Poiché la signora non ha avuto figli, suo marito è deceduto, i suoi genitori sono morti da tempo, nessuno potrà impugnare il contratto assicurativo, stipulato a tuo favore. Avrebbero potuto farlo i discendenti diretti ed il coniuge … ma non ci sono !!! Puoi essere serena al 100%, nessuno ti impedirà di beneficiare della riscossione della polizza.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

Art. 536 del codice civile. Legittimari.

Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.