Obbligo dichiarazione di successione





Buongiorno, innanzitutto chiedo scusa per l'eventuale disturbo. Avrei davvero bisogno di un vostro parere in merito ad una eventuale obbligo di presentazione di una dichiarazione di successione. La situazione è questa. Purtroppo mio fratello ci ha lasciati il 13 luglio u.s. Mio fratello era celibe, viveva da solo, non ha avuto figli e non ha lasciato testamento. Mio fratello non aveva immobili e l'ammontare del patrimonio non supera certamente i 100.000,00 euro. Aveva semplicemente il suo lavoro (dipendente) ed il suo conto corrente bancario (senza titoli, nè fondi, ne altro di simile). Le uniche eredi siamo la Mamma ed io che sono l'unica sorella. Abbiamo avvertito il datore di lavoro inviando la richiesta di liquidazione di tutte le spettanze maturate a favore di mio fratello indicando che l'unica erede in linea retta è la Mamma (la nostra Mamma) e trasmettendo anche la dichiarazione di esonero dall'obbligo dalla presentazione della denuncia di successione. Il datore di lavoro ci risponde ora che essendo in vita una erede collaterale (che sarei io, la sorella) liquiderà tutte le spettanze solo dopo che sarà presentata la denuncia di successione.

RISPOSTA

Ha ragione la banca, sussiste obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, poiché l'asse ereditario sarà suddiviso tra la madre e la sorella (erede collaterale), ai sensi dell'articolo 571 del codice civile, in assenza di testamento.
Si tratta di una suddivisione per capi, a condizione che la mamma erediti almeno una quota pari al 50%, esattamente come nel caso “de quo”.
Art. 571 del codice civile- Concorso di genitori o ascendenti con fratelli e sorelle.
Se coi genitori o con uno soltanto di essi concorrono fratelli e sorelle germani del defunto, tutti sono ammessi alla successione del medesimo per capi, purché in nessun caso la quota, in cui succedono i genitori o uno di essi, sia minore della metà.
Se vi sono fratelli e sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi.
Se entrambi i genitori non possono o non vogliono venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, a questi ultimi si devolve, nel modo determinato dall'articolo 569, la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori in mancanza dell'altro.

Attenzione, secondo la normativa fiscale, non sussiste obbligo di dichiarazione se ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni:
-l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto
-ha un valore non superiore a 100.000 euro
-non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
Siccome in questo caso, ai sensi dell'articolo 571 del codice civile, l'eredità è devoluta anche ad un erede in linea collaterale, sussiste obbligo di presentazione della dichiarazione di successione.



Sinceramente, a parte il momento non certo felice per noi, non so cosa pensare. Essendo in vita (grazie al cielo) la nostra Mamma che è erede in linea retta penso che gli altri eredi (collaterali, ossia io) non centrino nulla.

RISPOSTA

… è qui che ti sbagli!
L'asse ereditario sarà suddiviso per capi (ossia per teste) tra la sorella e la mamma, in assenza di testamento, ai sensi dell'articolo 571 del codice civile.



Potreste cortesemente darmi un aiuto a capire se ha ragione il datore di lavoro o se invece ha torto? Grata per l'attenzione che vorrete portare alla presente e grata per la vostra cortese risposta, porgo i miei più cordiali saluti.

RISPOSTA

Ha ragione il datore di lavoro del “de cuius”.
La banca dovrà fornirvi la così detta dichiarazione di consistenza delle somme di denaro del de cuius, al fine di consentirvi la presentazione della dichiarazione di successione all'agenzia delle entrate, entro 12 mesi dal decesso del “de cuius”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: