Apertura porta sul muro condominiale. Alterazione della destinazione del bene comune.





Gentile Avvocato, 
Mediante l'apertura di una porta nel muro condominiale (Condominio A) del mio appartamento, ho messo in comunicazione detto mio appartamento con altro mio appartamento situato in un contiguo  condominio (Condominio B). Tengo ad evidenziare che entrambi detti condominii fanno parte del medesimo SUPERCONDOMINIO, cosicchè hanno tutti i servizi in comune (cortili in comune, giardini in comune,stessa impresa di pulizia, unica cancellata esterna ).

  Ritenendomi in diritto di farlo senza il preventivo consenso degli altri condomini, ho proceduto a quanto sopra senza chiedere previa autorizzazione nè ai condomini né all'Amministratore.

  L'Amministratore mi contesta ora che  "l'unificazione di unità immobiliari facenti capo a due condominii diversi contraddice l'art. 1102 c.c. in quanto l'abbattimento del muro di confine, in quanto parte comune dell'edificio, comporta necessariamente l'autorizzazione da parte dell'assemblea condominiale nonché la creazione di una servitù a carico del condominio per la cui costituzione é richiesta la autorizzazione di tutti i partecipanti alla comunione, risultante da atto scritto a pena di nullità (Cass. 11.06.1986 n. 3867).

  Mi chiedo se la circostanza che i due Condominii messi in comunicazione  facciano parte dello stesso SUPERCONDOMINIO non comporti alcuna attenuazione all' obbligo  di ottenere la autorizzazione a detta apertura da parte della totalità dei condomini.

  Cordiali saluti.



RISPOSTA



Il muro in questione è una parte comune dell’edificio, ai sensi dell’articolo 1117 del codice civile, quindi non avresti potuto aprire una porta all’interno di esso, nemmeno in presenza di due appartamenti contigui, appartenenti al medesimo proprietario. Leggiamo e commentiamo l’articolo citato dall’amministratore di condominio.

Articolo 1102 del codice civile - Uso della cosa comune.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso

Ti sei servito della cosa comune (il muro condominiale), alterando la destinazione del muro medesimo; hai trasformato infatti, parte del muro comune, in una porta. Tale porta inoltre, è di tua esclusiva proprietà, collegando due appartamenti che rientrano nella tua titolarità. In concreto, hai trasformato un muro comune in una porta di esclusiva proprietà del singolo condomino. Hai esteso il tuo diritto sulla cosa comune, in danno degli altri condomini (comma 2 dell’articolo 1102 del codice civile) Le norme del codice civile, in materia di condominio, si applicano anche al supercondominio.

L’amministratore del condominio ha diritto di chiederti il ripristino del muro condominiale, salvo che l’assemblea condominiale, all’unanimità, non ratifichi la realizzazione della porta in questione.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.