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Cumulo di pignoramenti credito da risarcimento danni condanna giudice civile





Buongiorno, premettendo che:
a) la mia ex-compagna esercita la professione di agente di commercio ed è titolare della ditta individuale "XXXXXX e YYYYYYY";
b) sua madre gestisce un bar ed è titolare della ditta individuale "YYYYYYY";
c) entrambe potrebbero essere condannate dal Giudice civile a risarcirmi danni non riconducibili all'esercizio delle rispettive attività lavorative.

RISPOSTA

Esatto, confermo, in ossequio al principio generale di cui all'articolo 2740 del codice civile: “Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge”.



Desidero sapere se, per ottenere il ristoro di quanto di mia spettanza:
1) posso pignorare presso terzi le fatture emesse dalla "XXXXXX e YYYYYYY"?
2) posso pignorare il conto corrente della "XXXXXX e YYYYYYY"?
3) posso pignorare gli incassi del bar gestito dalla madre della mia ex compagna?
Cordialmente

RISPOSTA

1) La risposta è negativa.
Se la tua compagna esercitasse l'attività di agente di commercio per conto di un'azienda, avresti potuto pignorare le sue provvigioni.
Nel caso in cui si fosse trattato di un agente individuale monomandatario – persona fisica, con un contratto a tempo indeterminato o determinato di durata pari o superiore a 12 mesi, le provvigioni sarebbero state pignorabili nella misura di 1/5, come previsto dall’articolo 545 del codice di procedura civile, secondo una parte maggioritaria della giurisprudenza di legittimità della Corte di Cassazione.
2) Sì.
Ad ogni buon conto, l'ordinamento giuridico prevede un limite al pignoramento del conto corrente. Possono essere pignorate solamente le somme che eccedono il triplo dell’assegno sociale. Questo significa che l’ammontare massimo del pignoramento è di 1.509,81 euro.
Ciò significa che se il debitore è accorto nel tenere il saldo al di sotto del suddetto importo, il creditore non potrà porre in essere il pignoramento del conto corrente, con esito favorevole.
3)Sì, in questo caso si tratterebbe di un pignoramento mobiliare, presso l'azienda del debitore, avente ad oggetto il denaro nonché i beni merce non deperibili, con le forme dell'articolo 518 del codice di procedura civile: “L'ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale nel quale dà atto dell'ingiunzione e descrive le cose pignorate, nonché il loro stato, mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva, determinandone approssimativamente il valore, con l'assistenza, quando occorre, di uno stimatore da lui scelto”.
Consiglio il pignoramento presso terzi avente ad oggetto il conto corrente della ditta della tua ex compagna e ricordo il principio generale in materia di cumulo dei mezzi di espropriazione previsto dall'articolo 483 del codice di procedura civile: “il creditore può valersi cumulativamente dei diversi mezzi di espropriazione forzata previsti dalla legge, ma, su opposizione del debitore, il giudice dell'esecuzione, con ordinanza non impugnabile, può limitare l'espropriazione al mezzo che il creditore sceglie o, in mancanza, a quello che il giudice stesso determina”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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