Cumulabilità con la NASPI e limite di reddito annuo da lavoro autonomo





Buon pomeriggio, vorrei sapere se c'è la possibilità di poter sistemare o come procedere per un problema relativo a mia sorella che ha aperto la Partita Iva ed è percettore di Naspi dal 10/07/2023.

RISPOSTA

Percepisce la naspi dal 10 luglio 2023, tuttavia ha aperto la partita iva successivamente a questa data.



Il fatto è questo: mia sorella apre la Partita Iva il giorno 01/03/2024 e chiede la Naspi anticipata.

RISPOSTA

Per ricevere la naspi in un'unica soluzione, è sufficiente effettuare richiesta all'INPS entro 30 giorni dall'apertura della partita iva.



Per errore o fraintendimento, non viene richiesta la Naspi anticipata bensì viene inviato il Mod. Naspi-Com, con questa richiesta.
Oggetto della comunicazione all'INPS
A completamento di quanto sopra descritto, si coglie l'occasione per comunicare quanto segue:Con la presente si intende comunicare l'inizio di un' ATTIVITÀ AUTONOMA con data inizio 01/03/2024. Tipo di attività intrapresa: Attività professionale. Il reddito previsto per l'anno in corso è: 5000 euro.
SI RICHIEDE CESSAZIONE NASPI PER INIZIO ATTIVITÀ' AUTONOMA.

RISPOSTA

Immagino che questa comunicazione sia stata effettuata con lo spid dell'interessata alla NASPI anticipata.



Mia sorella percepisce la mensilità Naspi e quindi ci contatta per capire meglio.
Da lì ci rendiamo conto della mancata richiesta di anticipazione.
E così dal 15/04/2024 partono richieste varie all'Inps risponde per vedere di risolvere bonariamente la cosa. Richieste fatte più volte, anche con l'Ufficio Inps però con appuntamento telefonico. La risposta è sempre che doveva essere richiesta la naspi anticipata nei 30 giorni dall'inizio attività.

RISPOSTA

Assolutamente no.
Il termine di 30 giorni è previsto a pena di decadenza, pertanto non può essere interrotto, sospeso, ripreso né tanto meno un giudice potrebbe mai sentenziare una remissione nei termini.



Se necessario, abbiamo copia di tutto comprese le conversazioni con Inps risponde.

RISPOSTA

Siamo a disposizione per esaminare la documentazione, ma il termine di 30 giorni dall'apertura della partita Iva è uno scoglio insormontabile, essendo stato previsto a pena di decadenza.



Mia sorella avrà un reddito superiore ad € 5.000,00 nel 2024, arriverà sicuramente a € 10.000,00.

RISPOSTA

Ai fini della cumulabilità con la NASPI, il limite di reddito annuo da lavoro autonomo è pari a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024 (invariato rispetto al 2022).
L‘art. 10, D.Lgs. 22/2015 prevede che, se il percettore di NASpI avvia un’attività lavorativa autonoma, o di impresa individuale, dalla quale ottenga un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ex articolo 13, Tuir (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), (5.500,00 € anno 2023) non decade dal diritto alla NASPI.
L’interessato deve informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo presunto.
Pertanto, il lavoratore che, nello svolgimento dell’attività autonoma, superi tale limite di reddito nell’anno, perde lo stato di disoccupazione.
Al lavoratore che superi tale limite di reddito, è fatto obbligo di comunicare tale superamento ai servizi competenti ai fini della perdita dello stato di disoccupazione che decorre dalla data di superamento del limite reddituale.
Il lavoratore che non comunichi tale informazione è responsabile civilmente degli oneri aggiuntivi (spese legali) per la pubblica amministrazione connessi alla mancata cessazione dello stato di disoccupazione.



In più, continua a percepire la Naspi mensilmente.

RISPOSTA

Al momento del superamento del limite, dovrà comunicare all'INPS la cessazione dello stato di disoccupazione.
Come calcolare il superamento del limite?
Secondo i dettami della <b: “Nel computo del reddito annuo vanno seguite le regole valide ai fini del calcolo dell’IRPEF, seguendo il principio di cassa sia nell’imputazione dei compensi percepiti sia in quello delle spese sostenute. In base a tale criterio un compenso e una spesa diventano, rispettivamente, componente positivo e negativo di reddito in un determinato periodo, solo se il compenso è stato effettivamente incassato e la spesa realmente pagata in tale periodo. Dal reddito lordo sono detratti, se dovuti, i contributi versati alle eventuali gestioni previdenziali obbligatorie, deducibili ai fini IRPEF”.



Chiedo cortesemente se c'è qualche possibilità di poter risolvere le situazione, grazie per l'attenzione.

RISPOSTA

Il mancato rispetto del termine di 30 giorni comporta effetti incontrovertibili per colui che ha aperto la partita IVA.
Al fine di non aggravare la situazione, consiglio alla signora di comunicare all'INPS la cessazione dello stato di disoccupazione, al momento del superamento del suddetto limite, calcolato alla luce del principio di cassa.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: