Quantificazione assegno mantenimento coniuge e figli separazione





Buongiorno, il quesito è questo:
Separazione coniugi conviventi con prole (1 figlio età 13 anni) i quesiti sarebbero 3
1) vorrei sapere a quanto ammonterebbe l'assegno di mantenimento del figlio nel mio caso (padre) che vado ad elencare.
Reddito netto mio circa 3.000€ mensili ripartiti su 12 mesi e comprensivi di 13/14a e premi Reddito netto ex convivente 1500€ mensili (idem sopra) abitazione di residenza assegnata alla madre con proprietà così ripartita:
1/2 proprietà ex coniuge convivente (senza pendenze)
1/2 proprietà mia con ancora circa 45.000€ di mutuo (270€ mensili circa fino a fine 2037)
spesa affitto nuova abitazione mia 450€ mensili comprensivo di spese condominiali
spese straordinarie e abbigliamento del figlio al 50%
frequentazione figlio indicativamente 1gg a settimana e weekend alternati

RISPOSTA

Cerchiamo di quantificare l'assegno di mantenimento sia per il coniuge che per la prole, secondo le tabelle del Tribunale di Monza, in allegato.
“Qualora il coniuge richiedente l’assegno sia dotato di redditi propri non adeguati (come tali dovendosi intendere quelli che, pur sufficienti a garantire un minimo di autosufficienza economica, non soddisfino l’esigenza di mantenere un tenore di vita ragionevolmente comparabile a quello precedente la rottura dell’unità coniugale), i criteri liquidativi sopra enucleati potranno trovare applicazione operando, quale parametro di riferimento, sul differenziale di reddito tra i coniugi:
-con assegnazione della casa coniugale: € 2.730,00 (3.000 meno la rata del mutuo pari a 270) - € 1500,00 * 1/4 = 307,5 euro
Al coniuge spetterà un assegno di mantenimento pari a 300 euro mensili, ai sensi dell'articolo 156 del codice civile.
Calcoliamo l'assegno per tua figlio, in considerazione dell'affidamento condiviso, ma con netta prevalenza in favore della madre.
Nel caso in cui al coniuge affidatario dei figli minori ed assegnatario della casa coniugale sia liquidato un assegno per il proprio mantenimento, la liquidazione potrà essere effettuata con riferimento ai seguenti parametri:
- in presenza di un solo figlio: assegno pari ad 1/5 circa del reddito
- in presenza di due figli: assegno pari a circa 1/3 del reddito
- in presenza di tre figli: assegno pari a 2/5 circa del reddito
€ 2.730,00 * 1/5 = 546 euro.
Le tabelle del Tribunale di Monza prevedono quanto segue: “i criteri liquidativi sopra ipotizzati dovranno essere opportunamente contemperati alla opportunità di salvaguardare le esigenze di vita del coniuge obbligato (spesso chiamato ad esborsi per il reperimento di una abitazione)”.
E' ragionevole ipotizzare che il giudice ridurrà il mantenimento della prole a 500 euro al mese, ed il mantenimento del coniuge a 250 euro al mese.
Ti consiglio di proporre a tua moglie, un mantenimento complessivo pari a 750 euro al mese + il 50% delle spese straordinarie in favore della prole (come da allegato del tribunale di Roma).



2) su questo ultimo punto si aprirebbe la problematica del mio lavoro, trattandosi di lavoro a turni h24 su 365gg annui che impegna i weekend al 50% e pertanto permetterebbe la frequentazione del figlio solo in quelli non lavorativi, inoltre se mi trasferissi in una nuova città con una nuova compagna come potrebbe essere ripartita la frequentazione per permettere un equa fruizione del tempo libero ? e di conseguenza il ricalcolo dell'assegno di mantenimento?

RISPOSTA

Spesso la realtà dei fatti è ostativa all'equa fruizione del tempo libero con il proprio figlio. Si potrebbe ad esempio prevedere che il figlio trascorra luglio e agosto con il padre, anziché le vacanze di Natale dalla vigilia all'Epifania …
Considera che il bambino deve comunque andare a scuola e che probabilmente avrà le sue amicizie nel paese in cui vive, pertanto non saprei dirti se questa equa fruizione si possa realizzare effettivamente.
Diciamo che questa equa fruizione non è un diritto assoluto, ma dipende dalle circostanza fattuali.
Il ricalcolo deve essere effettuato con una semplice proporzione lineare.
Considera che nell'attuale situazione l'assegno di mantenimento è pari a 500 euro (1 giorno la settimana e week end alternati).
Se l'affidamento fosse perfettamente condiviso, anche relativamente ai pernottamenti, il mantenimento si azzererebbe.
Tutte le situazioni intermedie obbligano ad una semplice operazione matematica.
Se un giorno la settimana fa 500 e tre giorni fanno zero, quanto farebbero 2 giorni settimanali, anziché 2 giorni e mezzo?
Fermo restando che questa equa fruizione non sempre è realizzabile.



3) una volta che il figlio è maggiorenne posso richiedere che la mia quota abitazione venga liquidata o che in alternativa mi venga versato un canone mensile per l'usufrutto dell'ex coniuge?
Grazie
Cordiali Saluti

RISPOSTA

Potrai chiedere la liquidazione della quota immobiliare, ai sensi dell'articolo 1111 del codice civile: "Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni.
Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto
".
La moglie, al fine di evitare la liquidazione della quota, potrebbe accettare il versamento di questo indennizzo mensile in tuo favore.
Attenzione tutto questo, non alla maggiore età del figlio, ma al momento della sua indipendenza economica.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: