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Autorizzazione prestazione professionale di natura artistica del dipendente pubblico





Sono una dipendente di una Regione che talvolta svolge attività artistica, fra qualche mese potrei iniziare ad essere chiamata per prestazioni di doppiaggio.

RISPOSTA

Svolgi attività artistica di natura occasionale, senza avere aperto una partita Iva.



A tal proposito ho i seguenti dubbi: il doppiaggio è considerato opera di ingegno?

RISPOSTA

Il doppiaggio è una prestazione professionale di natura artistica, fondamentale per la realizzazione di una particolare opera dell'ingegno, quella cinematografica.
Ai sensi dell'articolo 1 della legge 633 del 1941: “sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”.
L'opera dell'ingegno è il film, non la prestazione avente ad oggetto il doppiaggio.



Se la risposta è positiva (da quello che ho letto nel vostro sito parrebbe di sì), non dovrei essere obbligata a chiedere l'autorizzazione alla mia amministrazione.

RISPOSTA

Devi chiedere l'autorizzazione preventiva alla tua amministrazione, trattandosi di prestazione professionale occasionale di natura artistica.



Pur se formalmente non dovrei chiedere autorizzazione, la mia amministrazione fino ad adesso mi ha, in pratica, fatto richiedere una specie di autorizzazione perché devo inviare una comunicazione a mezzo e-mail in cui dichiaro che effettuerò una prestazione artistica, dichiarare quanto è il compenso pattuito e che tale attività non si svolgerà durante l'orario di lavoro.

RISPOSTA

E' corretto.
Occorre un'espressa autorizzazione preventiva da parte del datore di lavoro, ai sensi dell'articolo 53 del testo unico pubblico impiego – decreto legislativo n. 165/2001.



Tale dichiarazione poi viene passata al direttore che mi firma un nulla osta (?). Questa pratica è corretta? Lo chiedo perché da noi è il dirigente che firma le ferie, quindi non capisco perché il direttore mi deve autorizzare tale attività che, se fosse opera di ingegno, non dovrebbe essere sottoposta ad autorizzazione. O sbaglio?

RISPOSTA

Non si tratta di opera dell'ingegno, ma di prestazione professionale di natura artistica.
L'autorizzazione (nulla osta … la sostanza è la stessa …) spetta al direttore generale in qualità di responsabile anticorruzione dell'Ente, dovendo egli valutare l'eventuale sussistenza di un potenziale conflitto d'interessi con il pubblico impiego.
Evidentemente il regolamento degli uffici e dei servizi prevede che queste valutazioni relative alla sussistenza di eventuali conflitti d'interessi, siano di competenza del direttore, anziché del dirigente, competente invece in materia di ferie e permessi del dipendente.



Una volta ricevuto il compenso, poi, la mia Amministrazione mi chiede di comunicare al personale l'ammontare ricevuto.

RISPOSTA

Esatto, dovendo verificare che si tratti di una prestazione occasionale per cui non necessita la partita Iva.



Secondo l'amministrazione io non posso ricevere compensi per un ammontare superiore ai 5000 euro oltre IVA (anche in caso di opere artistiche). E' corretto tutto ciò?

RISPOSTA

E' corretto, in quanto si tratta del limite di retribuzione delle prestazioni occasionali, senza necessità di aprire la partita Iva.
In linea generale, è possibile svolgere prestazioni di lavoro occasionali esclusivamente entro i seguenti limiti economici, riferiti all’anno solare:
a) per ciascun lavoratore: massimo 5.000 euro netti, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
b) per ciascun utilizzatore: massimo 10.000 euro netti, con riferimento alla totalità dei prestatori.



Se percepissi più di questa somma dovrei mettermi in part time obbligatoriamente? Cosa dice la legge?

RISPOSTA

Dovresti aprire la partita Iva e, per autorizzare l'apertura della partita Iva, dovresti chiedere un part time non superiore al 50%, in ossequio all'articolo 53 comma 1 del decreto legislativo n. 165/2001: “1. Resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, salva la deroga prevista dall'articolo 23-bis del presente decreto, nonché, per i rapporti di lavoro a tempo parziale, dall'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 marzo 1989, n. 117 e dagli articoli 57 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Restano ferme altresì le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonché 676 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, all'articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, all'articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed ogni altra successiva modificazione ed integrazione della relativa disciplina”.



Il fatto è che se mi mettessi in part time perderei l'incarico di elevata qualificazione che, dati i bassi stipendi che si percepiscono nelle Regioni, è indispensabile.
Vi ringrazio per le risposte che vorrete darmi.
Cari saluti.

RISPOSTA

Non solo …
Non è detto che se chiedessi il part time, per aprire una partita Iva, l'Ente te lo concederebbe. Per motivi di servizio potrebbe anche opporre un diniego alla tua richiesta di part time non superiore al 50%.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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