Pignoramento provvigioni agente di commercio monomandatario





Gentili Signori sono un agente di commercio.

 

RISPOSTA

 

Sei un agente individuale oppure un agente organizzato in forma di società (società di persone, s.a.s., s.n.c., o di capitali, s.r.l.). Immagino un agente individuale.



Ho ricevuto da parte dell' agente per la riscossione una intimazione da pagare entro 5 giorni, l' importo è abbastanza alto, non ho la possibilità di pagare, un lungo elenco di dichiarazioni iva-irpef-inps-ivs e come se non bastasse anche l' Ilor ( imposta che non compete gli agenti senza deposito e senza collaboratori ) la preoccupazione è possano pignorare le provvigioni alla fonte, unica forma di sostentamento per me e miei familiari, affitto ecc.

 

RISPOSTA

 

Sei un agente individuale monomandatario?
Mi sembra di aver compreso questo.
Hai un contratto a tempo indeterminato o determinato di durata pari o superiore a 12 mesi con il “mandante unico”?
le provvigioni sono pignorate nella misura di 1/5 fino alla fine del contratto, esattamente come sarebbe pignorato uno stipendio. Il pignoramento in questo caso riguarda sia le provvigioni maturate sia quelle future non ancora maturate.
La norma di riferimento è contenuta nell’art. 52 D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, Testo Unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, come modificato dalla legge n. 80/2005.
Tale normativa in particolare prevede espressamente che anche ai titolari dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, numero 3) codice di procedura civile, tra cui quindi anche gli agenti di commercio “persone fisiche”, possa essere pignorato il relativo compenso, valutato al netto delle ritenute fiscali, nella misura di 1/5 (applicazione confermata anche dalla Cassazione civile sentenza 18.1.2012, n. 685)
Confermo inoltre quanto scritto nella consulenza che abbiamo pubblicato sul nostro sito web, in materia di pignoramento provvigioni dell'agente: il limite del quinto vale soltanto per le provvigioni dell’azienda con cui svolgi la maggior parte della tua attività (oppure ovviamente nel caso di agente monomandatario). Il creditore potrebbe pretendere soltanto un quinto di tali provvigioni, valutato al netto delle ritenute fiscali, in quanto il rapporto con l’azienda principale ha carattere certo e continuativo; si tratta infatti di una prestazione di opera, continuativa e coordinata, prevalentemente personale, di durata non inferiore a dodici mesi. A maggior ragione in caso di agente monomandatario). Per quanto riguarda le provvigioni percepite dalle altre aziende mandanti, non esiste un limite al pignoramento delle stesse non essendo esse, assimilabili allo stipendio.



Vorrei capire viste le numerose sentenze in che misura sono aggredibili le provvigioni, fino a che importo e la relativa percentuale, vorrei sapere se viene considerato quello che una persona può spendere per vivere e allo stesso tempo continuare l' attività lavorativa, inoltre rilascio ogni mese una somma stabilita dal tribunale per il mantenimento del ex coniuge. Alla fine di tutte queste spese prioritarie come viene considerata la parte pignorabile. Grazie per la cortese attenzione Cordiali Saluti

 

RISPOSTA

 

Attenzione però: il limite del quinto dello stipendio si applica soltanto in caso di creditore privato. Qualora invece si tratti di pignoramento effettuato ai sensi dell'articolo 72 bis del D.P.R. 602/73 da parte dell'Agente della riscossione, i limiti sono quelli indicati nell'articolo 72 ter del D.P.R. 602/73 (ossia 1/10 per importi fino a 2.500,00 euro; 1/7 per importi da 2.500,00 a 5.000,00 euro; 1/5 per importi superiori a 5.000 euro).
Art. 72 ter. D.P.R. 602/73 1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.
2-bis. Nel caso di accredito delle somme di cui ai commi 1 e 2 sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all'ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.
2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l'Agenzia delle entrate acquisisce le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.

IN SINTESI
Nonostante le diverse scuole di pensiero giurisprudenziale, puoi essere certo di un pignoramento “limitato” soltanto in caso di agente individuale monomandatario.
In una situazione siffatta, la mancata previsione di un limite al pignoramento del compenso dovuto ad un lavoratore non subordinato, nel caso in cui questo sia la sua unica fonte di reddito, costituisce un trattamento ingiustificatamente più sfavorevole rispetto a quanto stabilito per i lavoratori dipendenti.
Non posso fornirti lo stesso grado di certezza in caso di agente individuale plurimandatario con un committente prevalente (salvo che al committente prevalente corrisponda una quota superiore all' 80% di attività dell'agente).
Escludo che in caso di pignoramento delle provvigioni si possa tenere conto del “minimo vitale”, di oneri fissi quale il mantenimento al coniuge etc etc
Occorre fare un calcolo matematico molto draconiano: qual è il quinto di una provvigione di 1000 euro ? Qual è il decimo di una provvisione di 1000 euro?
Senza considerare ulteriori circostanza non pertinenti alla presente fattispecie …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: