Recesso illegittimo dal contratto di affitto di terreno agricolo





Buongiorno, nel luglio 2015, ho dato in affitto, ad una azienda agricola, un terreno agricolo di 4,5ha con regolare contratto per 4+4, a luglio 2019, il contratto è stato rinnovato, per altri 4 anni.
Per motivi personali, adesso ho chiesto al proprietario il recesso dal contratto in essere, che non vuole concedere.
Se volessi comunicargli tramite A/R, la mia recessione impedendogli l'accesso e la lavorazione del terreno, (finora solo fieno), quali sono le conseguenze economiche in cui potrei potrei incorrere, in una eventuale causa che vorrà farmi, previste dal Codice Civile?
grazie

RISPOSTA

Il contratto di affitto di terreno agricolo prevede per caso la facoltà del proprietario di recedere unilateralmente dal contratto, anche successivamente al rinnovo?
Ne dubito fortemente.
Sono a disposizione per esaminare il contratto di affitto di terreno agricolo.
Generalmente, il contratto prevede la possibilità di inviare la disdetta almeno un anno prima della scadenza. Non prevede il libero recesso unilaterale.
Cosa prevede invece la legge 203 del 3 maggio 1982 (Norme sui contratti agrari)?

Articolo 5 legge 203/1982. Recesso dal contratto di affitto e casi di risoluzione.
L'affittuario coltivatore diretto può sempre recedere dal contratto col semplice preavviso da comunicarsi al locatore, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno un anno prima della scadenza dell'annata agraria.
La risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto può essere pronunciata nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione.
Prima di ricorrere all'autorità giudiziaria, il locatore è tenuto a contestare all'altra parte, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'inadempimento e ad illustrare le proprie motivate richieste. Ove il conduttore sani l'inadempienza entro tre mesi dal ricevimento di tale comunicazione, non si dà luogo alla risoluzione del contratto.
La morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ai sensi del secondo comma del presente articolo quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualità. È in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508.

Il proprietario può risolvere in ogni momento il contratto di affitto di terreno, soltanto in caso di grave inadempimento contrattuale del conduttore.

Le conseguenze economiche nell'ipotesi di causa civile?
Il risarcimento danni relativo al lucro cessante ed al danno emergente ai sensi dell'articolo 1223 del codice civile! Il danno emergente consiste nella perdita economica che il patrimonio del creditore ha subito per colpa della mancata prestazione della controparte contrattuale. Illucro cessante è, invece, il mancato guadagno che si sarebbe prodotto se l'inadempimento non fosse stato posto in essere dal proprietario. Ti chiederà il reddito agrario che presumibilmente avrebbe introitato nei prossimi tre anni (lucro cessante) ed il rimborso di tutte le spese effettuate (miglioramenti, addizioni etc etc).
Inoltre sarai condannato al pagamento di tutte le spese processuali … anche della parcella dell'avvocato di controparte, ai sensi dell'articolo 91 del codice di procedura civile: “Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa”.

Resto a disposizione per esaminare il contratto; non ti consiglio di fare questa forzatura …

Cordiali saluti.

Fonti: