Divieto trasferimento lavoratore che assiste disabile





Gentile Avvocato,
vorrei sottoporle un altro quesito, per il quale vorrà gentilmente farmi un preventivo.

Ho letto di una recente sentenza della Cassazione secondo la quale il trasferimento del lavoratore sarebbe vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave.
Le riporto il link dell'articolo:

Diritto di non essere trasferito prevale sull’accertamento dell’handicap grave del parente da assistere

Il mio dubbio è il seguente: leggendo in dettaglio la sentenza il trasferimento sarebbe comunque possibile, benché sia presente un familiare con disabilità, laddove esistano esigenze aziendali effettive ed urgenti; d'altra parte il CCNL Metalmeccanici Installazione e Impianti afferma già che il trasferimento è ammesso quando esistano esigenze tecnico-organizzative dell'azienda.
Dunque, qual è la novità introdotta dalla sentenza?

RISPOSTA

La novità ha carattere probatorio e motivazionale.
L'onere della prova “aggravato” circa la sussistenza di "esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte" ricade interamente sul datore di lavoro.
Il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, deve provare la sussistenza di "esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte".
Questo, da un punto di vista probatorio; mentre da un punto di vista motivazionale, se prima il datore di lavoro poteva accontentarsi di una motivazione “debole” (ossia motivare in base a generiche esigenze aziendali), adesso è tenuto a fornire una motivazione “forte” al dipendente (quali sono per la precisione questa esigenze ???!!! … non so se ho reso l'idea !).
Un aggravio motivazionale dell'onere della prova a carico del datore di lavoro … è questa la novità!



All'azienda rimane in ogni caso il potere discrezionale sul trasferimento, corretto?

RISPOSTA

Una discrezionalità da motivare in modo specifico e dettaglio e non più con generiche clausola di stile …
In caso di ricorso al tribunale del lavoro, da parte del dipendente, il magistrato potrà entrare nel merito dell'effettività della motivazione fornita dal datore di lavoro.
Non è una novità da poco … quello che prima era soltanto forma, adesso è sostanza giuridico-processuale!



In quali termini posso eventualmente far valere questa sentenza a fronte di una richiesta di trasferimento individuale? Quale documentazione inviare al datore di lavoro?

RISPOSTA

Una richiesta di motivazione serie e reale delle esigenze aziendali, con l'espresso avvertimento che in mancanza di ottemperanza all'onere motivazionale aggravato dalla predetta sentenza della Cassazione, ricorrerai al tribunale del lavoro.



Infine volevo chiederle se tutto ciò è in teoria applicabile anche alle trasferte di lunga durata (2/3 mesi o più...). Immagino di no, perché la normativa (L.104/92 articolo 33) non vieta la trasferta anche in presenza di handicap grave (si parla infatti di divieto di trasferimento, NON di trasferta...), figuriamoci quindi in assenza di connotazione di gravità...

La ringrazio molto.

Cordiali Saluti

RISPOSTA

Confermo quello che hai immaginato e se non sono stato abbastanza concreto, resto a tua disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

Fonti: