Ricalcolo imposta di registro da versare all'agenzia delle entrate





Sostanzialmente chiedo un ricalcolo del contributo di imposta che dovrò versare all'agenzia delle entrate in quanto ho acquistato un immobile usufruendo delle agevolazioni fiscali per la prima casa. Lo stesso anno quindi ad ottobre del 2018 ho rivenduto l'immobile ed ora non so quanto dovrò versare all'agenzia.
E' possibile avere un calcolo sicuro di quello che dovrò versare sia senza pagare il 30% in più sia senza pagare le sanzioni del 30% in più?
In allegato rilascio gli atti di acquisto e di vendita ed altri documenti.
Grazie.

RISPOSTA

Se la base imponibile, ai fini delle imposte indirette sulla compravendita, è pari alla rendita catastale rivalutata, ossia 36.550,00 euro, le imposte versate al momento dell'acquisto della prima casa sono state le seguenti: per la prima casa, l'imposta di registro è pari al 2% del valore catastale, più le imposte catastale e ipotecaria che vanno versate in misura fissa pari 50€/cad. (totale 100,00€).
Complessivamente quindi, il 2% del valore catastale + 100,00€.

REGISTRO 731,00 euro
IPOTECARIA 50 euro
CATASTALE 50 euro

Per la seconda casa o per una casa di lusso l’imposta di registro è pari al 9% del valore catastale, a cui vanno sommate l’imposta catastale pari a 50€/cad. (totale 100,00€).
Complessivamente quindi, il 9% del valore catastale + 100,00€.

REGISTRO 3.289,50 euro
IPOTECARIA 50 euro
CATASTALE 50 euro

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse e, di conseguenza, si dovranno versare le imposte “risparmiate”, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte stesse. Nell'ipotesi del contribuente che vende l’abitazione acquistata con i benefici “prima casa”, prima che sia decorso il termine di 5 anni, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le seguenti precisazioni: • se, prima che sia trascorso un anno dalla rivendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni, il contribuente manifesta l’intenzione di non voler acquistare un’altra abitazione, può chiedere, presentando un’istanza all’ufficio presso il quale è stato registrato l’atto, la riliquidazione dell’imposta. In questo modo, non scatta alcuna sanzione: il contribuente pagherà la differenza tra l’imposta versata al momento dell’acquisto e quella dovuta, oltre agli interessi

• se, invece, il contribuente lascia trascorrere il termine di 12 mesi, senza acquistare un nuovo immobile o comunicare all’ufficio dell’Agenzia l’intenzione di non voler più fruire dell’agevolazione, si verifica la decadenza dai benefici “prima casa” goduti. In questo caso, se non gli è stato ancora notificato un atto di liquidazione o un avviso di accertamento, può comunque avvalersi del ravvedimento operoso e ottenere la riduzione delle sanzioni.
Il contribuente ha comunque la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso, se non gli è stato ancora notificato un atto di liquidazione o un avviso di accertamento. Deve però presentare un’istanza all’ufficio
dell’Agenzia presso il quale è stato registrato l’atto, con cui dichiarare l’intervenuta decadenza dall’agevolazione e richiedere la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta.

In questo caso, considerato che non è ancora trascorso un anno dalla rivendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni, dovete (Marco e Noemi) presentare istanza all'agenzia delle entrate, per pagare la differenza dell'imposta di registro, senza alcuna sanzione pecuniaria:

3.289,50 euro - 731,00 euro = 2.558,50 euro (differenza da versare a titolo di imposta di registro)

A conferma:

Agevolazioni acquisto prima casa

Presentate già lunedì mattina l'apposita istanza per il pagamento della differenza di imposta, in modo da evitare la sanzione pari al 30%.
La sanzione pari al 30% si calcola ovviamente sulle imposta indebitamente risparmiate al momento del rogito:

2.558,50 * 30% = 767,55 euro (sanzione del 30%)

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: